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Shopping a New York: qualche dritta

(Se pensate a negozi fashion e super wow siete nel posto sbagliato. Qua solo dritte rigorosamente low cost per chi non vuole rinunciare ad una sana dose di shopping newyorkese ma ha un budget non basso, di più.)

newyork_panorama

Quando ho fatto la valigia per tornare a casa da New York ho pensato seriamente che non avrei mai superato i controlli in aereoporto. Altro che un po’ di spese e qualche regalino agli amici, mi sono rifatta il guardaroba per tipo dieci stagioni. E ho creduto seriamente che il poliziotto del JFK pensasse ad uno spaccio illegale di vestiti al mercato del Balon quando mi ha bloccata ai controlli e sequestrata per qualche minuto.

Bene, nulla di tutto ciò per fortuna, per cui bando alle ciance e vediamo qualche negozietto in cui fare spese folli senza spendere un capitale.

MACY’S

Un centro commerciale brutto quanto Macy’s credo di non averlo mai visto in vita mia. Del tipo che neanche negli anni ottanta in Italia, quando i centri commerciali si chiamavano ancora grandi magazzini, esistevano robe del genere. Però, ci sono un paio di però indiscutibili.

  1. Essendo il centro commerciale più grande del mondo ci sono all’incirca diciottomila piani. Tutti assolutamente inguardabili tranne un paio: quello sportivo e quello dei jeans. Che i Levi’s vadano ancora di moda o meno è una faccenda che non mi riguarda affatto, quel che c’è di interessante è che qui ne hanno migliaia di modelli a 15 dollari. Si, quindici dollari. Io so solo che nel monomarca a Torino costano dai cento euro in su. Fate un po’ voi.
  2. Se riuscite a raggiungere il punto informazioni dedicato ai turisti (impossibile spiegare dove si trovi, ma chiedete ad una qualsiasi cassa), vi daranno un buono valido per un mese con lo sconto del 10% su tutti i prodotti. Niente male!
  3. Se vi scappa la pipì qui i bagni sono gratuiti. E anche puliti. 🙂

http://www.macys.com/

YELLOW RAT BASTARD

Ovvero il regno delle t-shirt. Lo trovate sulla Broadway, al 483, è immenso e vende una quantità incredibile di magliette a 10/15 dollari. E almeno qui eviterete di trovarvi davanti la faccia quel fastidioso “I (cuore) New York” che campeggia in ogni dove.

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http://www.yellowratbastard.com/

KIEHL’S

Da fuori sembra una farmacia, e in effetti un tempo lo era, ora vende creme, lozioni, balsami e qualsiasi altro genere di cosa che sia spalmabile su capelli e corpo. Economico sui prodotti base, per gli altri si sale un po’, ma vale la pena entrarci anche solo per la piacevolezza del locale.

http://www.kiehls.it/

CHELSEA MARKET

Il Chelsea Market è stupendo e vale una visita indipendentemente da tutto. Se poi desiderate acquistare qualcosa è pieno di oggettini graziosi e originali, soprattutto all’interno della libreria.

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http://www.chelseamarket.com/

CONVERSE

A New York le All Star costano una miseria rispetto agli standard italiani, ma occhio. Dato che le vendono veramente ovunque, probabilmente anche in macelleria e da Mc Donald’s, non vi fate fregare dal monomarca sulla Broadway che ve la farà pagare tra i 5/7 dollari in più rispetto ad un qualsiasi altro negozio di scarpe.

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Allora? Shopping subito?

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Sopravvivere ad un agosto in città. Letture, musica e altre cose belle.

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Sono ormai trascorsi diversi giorni dal mio ritorno a casa dopo la “vacanza spagnola”.

Lentamente ho ripreso quelle abitudini che avevo -volutamente- abbandonato per un po’, ho ricominciato a cenare alle 20 e ho smesso di concedermi ogni sera tapas di calamari fritti e patatas bravas innaffiate da litrate di birra di scarsa qualità.

Difficile ricominciare a salutare con un “arrivederci” dopo settimane di ripetuti “adiós” e abbandonare quel cielo spagnolo sempre sgombro di nuvole.

Del mio amore per Barcellona e della nostalgia per averla lasciata parlerò diffusamente.

È la seconda volta in tutta la vita che mi capita di trascorrere il mese di agosto in città, la mia città, e sto cercando di affrontarlo con molta filosofia, evitando di sbraitare dietro al mio capo e alla sua decisione di darmi le ferie a luglio.

E allora che fare? Circondarsi di cose belle da fare credo sia l’opzione migliore perché amo così tanto l’estate, il sole e il caldo che trascorrere questi giorni arrabbiandomi sarebbe veramente uno spreco (che il master sulla psicologia del benessere appena concluso stia cominciando a dare i suoi frutti?)

LETTURE

Un po’ per caso a Barcellona ho cominciato ad appassionarmi alla vita di Frida Kahlo. Ho acquistato un libro in spagnolo sulla sua vita, semplicemente per esercitarmi con la lingua, e ho scoperto una donna eccezionale. Neanche il più grande dei romanzieri riuscirebbe ad inventarsi un personaggio così. Quando entri nel suo mondo non ne esci più.

Questo il libro in spagnolo (adatto a chi sta apprendendo la lingua):

“Frida Kahlo. Viva la vida”, Aroa Moreno → http://www.amazon.it/Kahlo-Colecci%C3%B3n-Grandes-Personajes-ebook/dp/B0087Q0TDC

 

Per chi volesse leggere qualcosa in italiano:

“¡Viva la vida!”, Pino Cacucci → http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807018244/Viva_la_vida/Pino_Cacucci.html

 

Girovagando sul web ho trovato il blog di un’appassionata di Frida che ha pubblicato le foto degli originali di alcune lettere scritte dall’artista → http://almacattleya.blogspot.it/2013/01/lettere-di-frida-kahlo.html.  Emozionante.

E per chi ha voglia e tempo c’è anche il bel film del 2002 “Frida”. Assolutamente consigliato!

Inutile dire che sogno il giorno in cui potrò regalarmi un viaggio in Messico per andare a visitare la Casa Azul (la casa di Frida, ora trasformata in museo). Qualcuno di voi ha già avuto questa fortuna?

 

Finalmente in questi giorni avrò tempo anche per guardare il dvd contenuto in un bellissimo libro dedicato a New York. Se amate come me questa città non perdetevi questa lettura per nulla al mondo. Cognetti scrive benissimo e racconta angoli insoliti della città, personaggi e vicende storiche. È grazie a questo libro che mi sono innamorata di Brooklyn ancor prima di vederla.

“New York è una finestra senza tende”, Paolo Cognetti → http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788842092186

 

MUSICA

– I concerti estivi sono uno dei motivi per cui amo tanto l’estate. Partire a luglio significa saltarli tutti, ma per fortuna ho la possibilità di recuperare a fine agosto con uno degli eventi musicali più importanti del torinese, il Traffic Torino Free Festival. È gratuito e, fra i tanti, c’è Daniele Silvestri. Gioisco come una bambina.

– Ripropongo, come ogni anno, il mio video estivo preferito di sempre, che riesce ogni volta a strapparmi un sorriso → Io Vacanza, Tu Lavorare

E ALTRE COSE BELLE

– Durante la convivenza nell’appartamento spagnolo (ovvero 6 persone più eventuali ospiti in un buco di casa perennemente sporca) mi sono affezionata a Il coinquilino di merda. Se volete farvi due risate andateci, vi prego.

– A proposito di New York, in questo sito ci sono foto e storie bellissime di newyorkesi doc → Humans of New York

– Se agli umani preferite i gatti (come capita spesso a me) rifatevi gli occhi con queste splendide foto → http://d.hatena.ne.jp/fubirai/

 

Riuscirò a sopravvivere?

 

 

100 città, 100 posti speciali. Nuok summer 2013

Oggi è un giorno speciale.

Il mio ultimo giorno di lavoro prima dell’imminente partenza per Barcellona, città che già conosco e amo alla follia. Ma questo viaggio sarà diverso: vivrò questa splendida città per un bel mesetto, studierò finalmente lo spagnolo e (spero) conoscerò tanta bella gente.
Ma non sono felice solo per questo. Dopo giorni di duro lavoro da parte di tutta la redazione di Nuok è uscito il nostro ebook estivo NUOK SUMMER 2013.

Se ancora non conoscete Nuok andate subito a scoprirlo! → http://www.nuok.it/

“Nuok è un magazine online di viaggio, arte, cibo, chiavi usb nei muri e cultura” e, ve lo assicuro, è fighissimo 🙂

E che cos’è sto ebook estivo?

100 città, 100 cose belle da fare, mangiare, vedere, ascoltare. Una piccola guida unconventional realizzata da 52 nuokers sparsi in giro per il mondo.

Ci sono anche io con Madrid (Matri) e Siviglia (Sevija), ovvero con la Spagna, la mia seconda casa (non si era ancora capito?) 🙂

Potete scaricarlo qui → http://www.nuok.it/nuok/la-nostra-guida-gratuita-nuok-summer-2013/ e sfogliarlo sul vostro smartphone, tablet o pc.

Ah, dimenticavo, è gratuito!

Meravigliosa estate a tutti!

Cazzo guardi?

Tra qualche giorno sarò a New York, e sono preoccupato.

Qualche domenica fa guardavo un programma di Anthony Bourdain su SKY. La puntata era sui migliori piatti della Grande Mela, anche se come al solito Tony finisce sempre per occuparsi più di alcool che di cucina. Una caratteristica di questo programma, The Layover mi sembra, è che tra un ristorante e l’altro ci sono degli intermezzi di residenti che danno qualche consiglio ai turisti. In quella puntata, tra le varie dritte, una mi aveva incuriosito: nella metro di New York NON si devono fissare gli altri passeggeri, perché NON si fa. Non ricordo bene, ma mi sembra proprio che il concetto sia stato ribadito più volte.

Probabilmente non avrei più pensato a questa cosa, ma leggendo un saggio sugli US Open (un torneo USTA :-D) di David Foster Wallace mi sono imbattuto in una nota in cui lo scrittore spiega che nei treni della metro newyorkese le pubblicità vengono affisse sui finestrini, questo perché dato che guardare gli altri in modo diretto potrebbe essere interpretato male, i messaggi promozionali posti in quella posizione neutra offrono un’ottima occasione per dirottare lo sguardo altrove.

È un bel problema. Io guardo sempre in modo diretto gli altri passeggeri, e quasi sempre senza rendermene conto. È un vizio che ho sempre avuto.
Quando avevo quattordici anni ho vissuto due esperienze innocue che però mi sono rimaste impresse. Una volta ero seduto su un pullman fermo al capolinea e dopo un po’ mi accorgo che per strada c’è un ragazzo che agita le braccia dicendo: “cazzo guardi?” Sarà andato avanti per qualche minuto probabilmente, che non si capisce come mai non sia salito su a dirmelo faccia a faccia. Un’altra volta, in una situazione analoga, sono stato riportato sul pianeta terra da due ragazze che, facendomi il gesto della macchina fotografica e mettendosi in posa, mi chiedevano se volevo una foto. A proposito, chi mi spiega la relazione che intercorre tra il fissare qualcuno e il desiderio di essere fotografati? Ché io non sono mai riuscito a capirlo. Qualcun altro, magari qualificato, mi può anche spiegare perché ho ricordi così insignificanti, e soprattutto perché li sto condividendo con voi.

Detto questo, io sono veramente preoccupato.

Pillole di ricordi

(Parole, immagini, ricordi – insomma, quello che mi è passato per la testa – di un 2012 girovago)

ZURIGO – GENNAIO 2012

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Una passeggiata lungo il fiume Limmat con un caldo bretzel in mano. Fermarsi ad osservare i cigni che nuotano nelle sue acque e poi proseguire giù, fino al lago, con quell’aria frizzantina che ti entra nelle ossa.

10 cose da fare/vedere a Zurigo

Dormire a Zurigo

Mangiucchiare a Zurigo

ROMA – APRILE 2012

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Quella calda domenica di pasqua alla Garbatella mentre tutto attorno a noi era silenzioso e immobile. Messaggi di pace sui muri color arancio ed un simpatico pappagallo con cui avrei dialogato per ore.

A zonzo per la Garbatella

MADRID – AGOSTO 2012

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La sua allegria contagiosa, gli artisti di strada a Puerta del Sol, una cerveza nel barrio de las Maravillas (Malasaña) e il desiderio di ascoltare il suono della sua lingua, per ore.

Frutti esotici, teschi e carillon, a Madrid

Di luoghi e di pietanze

Perle low cost: mangiare a Madrid

GRANADA – AGOSTO 2012

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Il bianco, quel bianco accecante delle case dell’Albayzìn. Un quartiere meraviglioso, anche sotto il sole cocente di mezzogiorno. I muri delle case che contrastano nettamente con i vividi colori dei fiori. Magico.

SIVIGLIA – AGOSTO 2012

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Le casette colorate e i suoi vicoli segreti, stretti e ombrosi.  Una passeggiata nel quartiere marinaio di Triana, oltre le rive del Guadalquivir, e la grandiosità di Plaza de España con il suo arcobaleno mozzafiato.

Siviaglia e i suoi balconi: un post fotografico

Istantanee dal mondo: l’Alcàzar di Siviglia

Mangiare una buona pizza a Siviglia? Si può!

LISBONA – AGOSTO 2012

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Un vicolo in discesa che ti porta dritto verso il Tejo, quel fiume che presto si trasforma in oceano. Una giapponese che, adagiata sulle rive, legge un libro, sola. Ed io che la osservo con un pizzico di invidia, lei che si è fatta migliaia di chilometri per rimanere seduta lì. Io che ne ho fatti molti meno e che mi affanno per vedere l’impossibile, senza fermarmi mai.

Alfama, Lisbona

SINTRA – AGOSTO 2012

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Un castello incantato immerso nella natura. L’entrata nel mondo delle fiabe, anche a trent’anni.

C’era una volta…Sintra

CASCAIS – AGOSTO 2012

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L’mmensità che si apre ai tuoi occhi. La potente energia dell’oceano.

Quell’oceano di De Andrè che è stato anche un po’ mio

ROMA – AGOSTO 2012

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E poi di nuovo Roma e quella lunga passeggiata serale sul lungotevere. E la sorpresa di trovarla sempre più bella, ogni volta che ci torno.

LIONE – SETTEMBRE 2012

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Una salita estenuante per giungere a La Croix-Rousse. Mezzo pollo acquistato ai banchi del mercato domenicale da mangiare seduti su una panchina, rigorosamente con le mani. Accanto a noi un gruppo di giovani trombettisti che girava per le vie della città regalando gioia di vivere. 

Lione, la fredda città che ti scalda il cuore

MILANO – OTTOBRE/NOVEMBRE/DICEMBRE 2012

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Mi ci vorrà un po’, è una città faticosa per me, ma sono sicura che imparerò ad apprezzarla.

ISTANBUL – DICEMBRE 2012

Devo ancora trovare le parole. Di quegli incontri che ti cambiano la vita. Un finale col botto, insomma.

Viaggiare in autobus

In questo momento sto viaggiando sull’autobus Roma – Cariati, partenza ore 18 arrivo non si sa con precisione.
Viaggiare in pullman fa schifo.
I posti sono scomodissimi: se tiri giù il sedile ti viene da vomitare, se lo lasci su ti viene mal di schiena. Ovviamente, quello seduto davanti a te lo tira giù, così quel poco di spazio che avevi scompare per sempre. Io, per evitare tutto ciò, ho scelto il posto in prima fila, ma vi garantisco che vedere l’autista che ogni tre per due paciocca sullo smartphone non aiuta a viaggiare sereni.
Di aria non ce n’è, a parte quella freddissima che esce dal bocchettone che punta dritto sulla tempia destra. Provi a chiuderlo ma l’unica cosa che riesci a fare è indirizzarlo sulla tempia sinistra.
C’è puzza. All’inizio ti salgono le paranoie, hai paura che la puzza sia la tua. Dopo un po’ ti rendi conto che non è la tua, perché la tua è tua e la riconosci. Puzza sì, ma è tua e la metabolizzi. A questo punto, però, ti sale un’altra paranoia: che gli altri pensino che sia tu l’artefice del fetore. Ti guardi intorno e vedi tutti tranquilli, allora sospetti che tu sia l’unico profumato, altrimenti vedresti tante facce imbarazzate intente a scrutare gli altri proprio come stai facendo te.
Il pullman fa spesso ritardo, soprattutto ad agosto le code sono inevitabili, e sulla Salerno – Reggio Calabria sono certe.
Sull’autobus mettono sempre film orrendi e musica orrenda. Cerco rifugio nell’iphone, ma mi rendo conto che la batteria si scarica rapidamente, e il telefono mi serve per ogni evenienza.
Ringrazio Trenitalia per aver eliminato i collegamenti diretti nord – sud, permettendomi di assaporare l’ebrezza della terza classe.

Libera Val di Susa – Marco Rovelli

Comincia tutto sempre
con la città che impone
parola sguardo senso legge
la voce del padrone
la campagna e la montagna
senza alcuna condizione
si immolino al progresso
alla sua grande ragione
all’immensa megamacchina
che non si ferma ad aspettare
chi perde tempo a far domande
a chi serve a cosa serve
chi lo paga chi ha deciso
perchè mai questa violenza
e allora in Val di Susa
una nuova Resistenza

Vent’anni sono lunghi
c’è chi nasce e c’è chi muore
generazioni che procedono
nella stessa direzione
radicate nella terra
nel senso del comune
e da questo contagio
nessuno ne è immune

Contro il traforo i resistenti
a Venaus eran sui prati
arrivarono i gendarmi
teste e ossa fracassati
i resistenti tornarono
dai sentieri del bosco
si ripresero i prati
e altri anni son passati.

A Maddalena di Chiomonte
la battaglia finale
schiere di gendarmi
schiere di corpi su cui passare
ma dopo questo insulto
ancora più forte la convinzione
che in questo stare insieme
è l’unica ragione.

Recalcitro al comando
del progresso infinito
con le armi e la violenza
si impone il sacrificio
resistere allo scempio
è il mio dover di madre
altra decisione sovrana non c’è
questa è la mia terra
ma anche di chi viene
la mia terra rifiuta
solo chi si impone
opporsi al dio denaro
è una questione di coscienza
un patto naturale di resistenza.

Fiaccole accese a rischiarare i monti
si levano i canti dei figli dei figli
la parete calma si illumina di notte
noi ci siamo!
Fiaccole accese a rischiarare i monti
si levano i canti dei figli dei figli
la parete calma si illumina di notte
noi ci siamo

Il viaggiatore secondo i Mercanti di liquore

Il viaggiatore

Il viaggio non è l’emozione di attimi pericolosi
il viaggio è la gioia del tempo
pericolo è stare rinchiusi
Direzione casuale, non prevede sosta
chi viaggia detesta l’estate
l’estate appartiene al turista

Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento.

Mischiare presente e ricordi, le strade possibili fatte
fu forse salsedine o neve
fu forse ponente o levante
L’amore lasciato sospeso, qualcuno ne approfitterò
ma questo riguarda il ritorno
remota possibilità

Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento.

Se impari la strada a memoria di certo non trovi granchè
se invece smarrisci la rotta
il mondo è lì tutto per te
Paese significa storia e storia significa lingua
impara la tua direzione
da gente che non ti somiglia

Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento.

Il viaggiatore – Mercanti di liquore

Una cosa divertente che non farò mai più

Se cercate una lettura esilarante, eccola.

Il genio David F. Wallace che racconta una crociera extralusso ai Caraibi, con il suo stile inconfondibile.

In questo momento, più che mai, un sorriso non guasta.

David Foster Wallace. Una cosa divertente che non farò mai più.

Marlene Kuntz – A Fior Di Pelle

A fior di pelle salirono gli sbotti

usando i nervi a mo’ di comodi condotti:
fu zona rossa nell’attimo di un lampo
la superficie di un corpo senza scampo.
Dilacerata sensazione
sentirsi vulcano in eruzione…
(un’esplosione ormai vicina
avrebbe acceso quella fulgida mattina)

Ma che tragitto curioso
fa quel tram chiamato Sospiri e Guai!
Dopo un Risveglio Gioioso
all’Inferno porta e non torna mai!

Ci sono istanti che vivere è una merda:
che vada a fuoco poi è pur sempre una scoperta.

A fior di pelle avvamparono gli sbotti
bruciando i nervi e le vene e i loro fiotti:
la zona rossa esplose in un secondo
e fu davvero come deflagrasse un mondo.
Ohh che esecrabile emozione
sentirsi vulcano in eruzione,
incandescente come la lava
che dalla bocca terrifica sbava.

Ma che discesa gloriosa
fa quel magma senza fermarsi mai!
Come una belva furiosa
il suo inferno porta, portando guai!

Ci sono istanti che vivere è una merda:
che vada a fuoco poi è pur sempre una scoperta.

Sono le volte che proprio, no, non ce la fai più;
che vorresti volar per davvero nel blu dipinto di blu,
per poterti sentire leggero come il cielo impassibile.

Leggero ed impassibile.

Ma che finale odioso
quel can can di grida e gestualità!
Quinto cerchio melmoso
dell’inferno: ulula la realta!

Ci sono istanti che vivere è una merda
e nessuna cosa al mondo sa come si disperda.
E in quegli istanti in cui vivere è una merda
che vada a fuoco poi è purtroppo cosa certa.

Sono le volte che proprio, no, non ce la fai più;
che vorresti volar per davvero nel blu dipinto di blu,
per poterti sentire leggero come il cielo impassibile.

Impassibile

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