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Lione, la fredda città che ti scalda il cuore

Mi sono bastati un paio di giorni per scoprire che Francia non significa necessariamente Parigi.

Il primo weekend di settembre, non paghi delle ferie d’agosto (e chi se lo scorda quel film di Virzì?), siamo saltati su un autobus che in appena quattro ore di letture e sonnellini ci ha condotti a destinazione: Lione!

La città d’Oltralpe è assai famosa in quanto capitale della gastronomia francese e vanta un centro storico (Vieux Lyon) dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Passeggiando tra i suoi vicoli è veramente difficile non rimanerne estremamente affascinanti…

Ma Lione è anche altro e queste sono state le mie scoperte…

Ho scoperto che…Lione è la città delle caramelle! Incredibile la quantità di negozi che vende golosità gommose di ogni sorta e piccole botteguccie che sfornano aromi di vaniglia e cioccolato. Io stessa non ho resistito e ho passato 48 ore a masticare topolini, casette, fragoline e liquirizie che si attaccavano ai denti come sanguisughe.

Ho scoperto che…Lione ha un mercato della domenica come dio comanda (e chi se lo scorda quel romanzo di Ammaniti?) che si estende lungo le rive della Saona e vende di tutto. E’ talmente ordinato da aver paura a sfiorarlo con gli occhi. La parte alimentare è divina, formaggi cremosi di un bianco candido, pain au chocolat, frutti esotici e polli arrosto. Non da meno la parte dedicata all’artigianato locale e all’antiquariato.

Ho scoperto che…Lione è la città della seta. Bisogna faticare parecchio per raggiungere il quartiere della Croix Rousse, ma è proprio qui che vivevano i lavoratori della seta ed è possibile riscoprire le origini di quest’arte. Fantastico il Mur des Canuts, una facciata di un palazzo interamente dipinta…talmente bene da sembrare reale!

Ho scoperto che…Lione è la città dei traboules, passaggi interni agli edifici costruiti per permettere il transito da una via all’altra senza dover uscire in strada. Nel corso della storia sono stati utilizzati come riparo durante guerre e rivolte (pare che i nazisti non fossero a conoscenza di questi passaggi), per percorrere ampie distanze in tempi brevi e senza bagnarsi, per permettere ai tessitori di non bagnare le loro stoffe passando da un edificio all’altro nei giorni di pioggia.

Ho scoperto che…a Lione si mangia nei bouchons, tradizionali taverne che servono piatti tipici. Si trovano nella parte vecchia della città e sono tutti molto caratteristici: tavoloni in legno, pareti ricoperte da quadri e manifesti ed un atmosfera caotica ma allegra.

Ho scoperto che…i Lionesi sono gentilissimi, sorridenti e fanno un buon caffè!

Ho scoperto che…Lione è la città di Antoine de Saint-Exupéry!

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