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Perle low cost: mangiare a Madrid

Madrid offre centinai di posti in cui mangiare senza spendere cifre esagerate. Peccato che molti di questi offrano cibo di scarsissima qualità da far rischiare il mal di pancia anche agli stomaci più tosti.

Ne è un esempio la famosa catena “museo del jamon” che di valido ha solo il nome: il cibo datato che ti propinano è veramente roba da museo dell’antichità!

Un ristorante delizioso e assolutamente low cost l’abbiamo scovato a Chueca, in Calle Libertad 8.

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Si chiama Momo e offre menù del giorno a 10 euro composti da primo, secondo, dolce e caffè (escluso bevande).

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Il locale è piccino, ma grazioso, ed è gestito da due gentili ragazzi.
Offre piatti ottimi e originali:

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Insalata di rucola, pomodorini, scaglie di parmigiano e melone bianco

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Scaloppine ai funghi

E un delizioso dolce (di cui non ho una foto): torta alla carota e mandorle

Provatelo e fatemi sapere!

MOMO
Calle Libertad 8, Metro Chueca
Madrid

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Di luoghi e di pietanze

Da qualche tempo il ricordo di Madrid torna prepotente. Vista e apprezzata qualche anno fa, quest’estate ci ospiterà nuovamente. Oltre all’emozione di ri-godere dell’atmosfera che si respira nei suoi caratteristici quartieri e al desiderio di spaparanzarmi sui suoi numerosi parchi, c’è un pensiero che ultimamente fa capolino: il cibo.

Perché a Madrid ho avuto l’esperienza culinaria più tragica della mia vita da viaggiatrice rischiando il pronto soccorso. Ma, e qui sta il paradosso, se penso a questa città non può che venirmi in mente una cosa. E di cibo si tratta: la tostada!

Solo Madrid mi ha permesso di scoprire il piacere della colazione salata.

La tostada è semplicemente una fetta di pane abbrustolito condita con del pomodoro, sale, olio. O almeno questa è quella che ho avuto la fortuna di assaggiare da José, divenuto tappa preferita per le nostre scorpacciate mattutine. In realtà sembra vi siano diverse varianti di quella che, alla fine della fiera, non è altro che la nostra bruschetta.

Questo pensiero ne ha mossi degli altri e così mi sono ritrovata a ripensare ai cibi che più ho apprezzato nei miei viaggi per l’Europa…

BARCELLONA: patatas bravas con salsa alioli. Patate fritte tagliate in grossi pezzi (come quelle che noi facciamo al forno, per intenderci) con una specie di maionese, ma dal sapore decisamente più forte poiché contiene aglio. L’ho amata talmente tanto che non ho resistito e me ne sono portata un vasetto in Italia!

TARRAGONA: l’avevo già scoperta in un locale del raval a Barcellona. Qua me ne sono mangiata un piattone enorme (e mi sono pure leccata i baffi). La fideuà è un piatto di spaghettini tagliati condita con frutti di mare e nero di seppia. Generalmente è accompagnata dalla salsa alioli di cui sopra.

VALENCIA: bè, in questa caso, non posso che citare la paella valenciana. E per concludere la serata un dopocena a base di agua de Valencia non può mancare (ad onor del vero, pur portando il nome di questa città, a quante pare si tratta di un cocktail poco richiesto. Nonostante un’insegna grossa quanto una casa con scritto “aqui agua de Valencia”, il tizio del bar a cui la ordinammo era così impreparato che lo vedemmo correre al negozietto accanto per comprare una bottiglia di cava cercando di non farsi vedere da noi 🙂

ZURIGO: avete presente quei piccoli salatini tanto buoni che si stuzzicano nei bar durante l’aperitivo (e che, quando cominci a mangiarne uno devi necessariamente finire l’intera scatola). Ecco, a Zurigo sono enormi. Di pasta morbida. Farciti con prosciutto e formaggio o ricoperti di semini deliziosi. E si chiamano bretzel. E sono assolutamente fantastici. Punto.

BRUXELLES: ne ho già parlato, ma mi devo ripetere. I waffel (in Francia goufre) sono dei rettangoli di morbida pasta dolce sormontati da qualsivoglia golosità (panna, crema, cioccolata, frutta, nocciole). Ne basta uno e sei a posto per tutto il giorno! E poi le patatine fritte…mai assaggiate di così buone! Pare vengano fritte ben due volte, non si sa bene in cosa (e, forse, meglio continuare a non saperlo…)

VIENNA: risulto banale se confermo che la cosa in assoluto più buona mangiata qui è la torta Sacher? In Austria, però, è anche possibile assaporare dell’ottimo punch. Ottimo per addolcire la bocca e scaldarsi dalla testa ai piedi!

BUDAPEST: nel più bel mercato al coperto di Budapest si nascondono dei postini per pranzare niente male! Oltre ai prezzi veramente irrisori, è possibile assaggiare dell’ottimo Gulash con paprika e patate (il prezzo? Se non ricordo male l’equivalente di 2,50 euro al piatto!)

LONDRA: senza troppi giri di parole…senz’altro il famoso fish and chips è il piatto più buono ed economico da provare qui!

PRAGA: più che di cibo, la prima cosa che mi viene in mente pensando a questa città è, indubbiamente, l’ottima birra!

PARIGI: se dovessi scegliere un luogo, oltre la cara vecchia Italia, in cui sfondarmi di cibo fino a collassare, bè, è deciso, la Francia vince su tutti. Troppi piatti avrei da raccontare, ma comincio col proporne tre: fondue, crepes e macaron.

La fondue esiste in due varianti: savoyarde e bourguignonne. La prima è una meravigliosa crema di formaggi in cui infilzare pezzi di pane, mentre la seconda è composta da pezzi di carne da cuocere al momento e assaporare con deliziose salsine.

Le crepes francesi non temono confronti. Cercatene in giro per il quartiere latino e magari assaggiatene una con melanzane, pomodori secchi e formaggio…

I macaron sono dei dolcini superbi. A vederli la prima volta non gli avrei dato una lira. “Cos’è quella roba secca? E costano pure un euro l’uno! Ma per carità…” Le ultime parole famose…ne ho assaggiato almeno uno per ogni colore, spendendo un capitale…ma che goduria!

E voi, che cibi avete assaggiato in giro per il mondo?

Qualche consiglio goloso per il nostro prossimo viaggio in Andalucia e Portogallo??

Mangiucchiare a Zurigo

Certo non sarà difficile trovare un posticino in cui rifocillarsi mentre si è a zonzo in quel di Zurigo.  Il problema è sempre il solito: una pizza potrebbe costarvi la bellezza di 20 franchi, un piatto di pasta anche qualcosina di più. Non mancano fast food in cui riempire lo stomaco con pochi dindini, ma a Zurigo ce n’è talmente tanti che la nausea sale già solo per l’odore che invade le strade.

Ecco che diventa necessario cercare qualche soluzione utile, oltre che per soddisfare primari bisogni, anche per sopravvivere al freddo glaciale e per salvare il portafoglio.

  •  Tschingg. E’ il posto che abbiamo maggiormente apprezzato, tornandoci ben due volte in tre giorni. Offre porzioni di pasta servite all’interno di cartocci piccoli o medi. Abbiamo apprezzato cottura e condimenti, alcuni sempre presenti nel menù, altri che variano di giorno in giorno. I prezzi per porzione variano da 6,50 a 10 franchi a seconda del piatto scelto e della quantità. Il posto offre, inoltre, succhi di frutta freschi per 4/5 franchi a bicchiere e gelati. A pranzo è pieno di studenti e lavoratori in pausa, ma non sarà difficile trovare un posticino in cui accomodarsi.

Trovate Tschingg in Oberdorfstrasse 2, in pieno centro, con apertura dalle 8 alle 22 (o 23 a seconda dei giorni).

  • E’ possibile rifocillarsi con pochi franchi in uno degli innumerevoli supermercati del centro. All’interno troverete uno spazio dedicato alla vendita di cibi già pronti da mangiare in locali appositi o da portare via. Primi, secondi, contorni, pizza e dolci. Pagnotte sfuse e croissant. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche!
  • Esiste un buon ristorantino asiatico, di cui purtroppo non ricordo il nome, all’interno della galleria commerciale sotto la stazione centrale. E’ possibile creare il proprio piatto abbinando riso e diversi tipi di carne o verdure. Il costo è di circa 16 franchi con la possibilità di accomodarvi all’interno del locale. Non male!

Questo è quanto, in tre giorni, siamo riusciti ad assaporare nella città svizzera al minor costo possibile. Senza dimenticare, ovviamente, la possibilità di uno spuntino da acquistare fra le bancarelle sparse per la città (indimenticabili bretzel!).

Con questo post termina la trilogia dedicata a Zurigo: dove mangiare, dove dormire, cosa fare.

Ogni suggerimento da aggiungere a questa brevissima guida non potrà che essere ben accetto…fatevi avanti!

 

 

 

Et voilà le croque madame!

A volte un croque ti cambia la vita.

In giro per Parigi stanchi, affamati e con pochi soldini in tasca.

Dua le alternative: rifugiarsi in uno dei tanti fast food in giro per la città, ma il nostro stomaco chiede pietà. Entrare in un qualsiasi ristorante con il rischio di dover tirare fuori la carta di credito (per chi ce l’ha!) o, eventualmente, di fermarsi a lavare i piatti…

Mi viene in mente un piatto golosissimo scoperto su internet. Ci catalputiamo nel primo cafè trovato sul nostro cammino e lo ordiniamo.

Che gioia per occhi e palato!

Che poi si tratta semplicemente di un toast farcito con prosciutto cotto e groviera e ricoperto da formaggio fuso. Sopra un uovo all’occhio di bue.

Per chi teme per il suo colesterolo esiste anche la versione maschile, il croque monsieur, priva di uovo.

Usciamo soddisfatti e a pancia piena. Ci rituffiamo nella Ville Lumière con una marcia in più.

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